"Il piacere" è cosa per pochi.
15 AGO 20

Mi spiace che il Direttore, nel ristretto minuto e 57 secondi utilizzatinel graffiante video, non abbia spiegato le ragioni del perchè piaccia acosì tanti. Piacere è parola grossa, sofisticata, misurata nella forma,profonda nella sostanza e Grillo - pur con le difficoltà di iniziolegislatura ed a meno di sorprese o tracolli - sembra ineluttabilmentedestinato al successo. Al successo, ho detto, al trionfo, financo allagloria (secondo le percentuali che raccoglierà), ma non al piacere. Maquesta è la ragione per cui piace. La gente lo vota per ragioni ancheopposte, e quindi non per il piacere di votarlo, ma lo voterà. Si èdavvero stanchi della paralisi, la rottamazione di Renzi appareinsufficiente, poco convincente e il premier non sempre credibile, le forzepolitiche in competizione sono all'artrosi globale. Ecco perchè lo vota.Quelli di destra, per battere il PD, hanno capito che devono votare lui,Grillo, e non Forza Italia, o peggio l'NCD che rischia di non superare ilminimo sindacale. Se Euro/Europa disgustano, Grillo è l'arma. E'Terminator. Ma soprattutto, la consapevolezza politica generale è allumicino, e mentre gli elettori di centro destra patiscono, la classepolitica dirigente di centro destra rimane la ragione primaria di quelpatimento. E ristagna. Ma Direttore, ma come si fa oggi a votare ForzaItalia? Quale motivazione dovrebbe spingere gli elettori a mettere la crocesu questo simbolo? Qui, realisticamente, o si decide di sostenere Renzi,sperando e toccandosi, oppure si deve votare Grillo, per evitare i forconi.E le responsabilità di ciò, pur non essendo tutte nelle pieghe delle rughedi Berlusconi, sono ben chiare. Renzi, per finta o per sincerità, hanascosto sotto il tappeto quello che discendeva da Bersani e compagnia. Esta raccogliendo i frutti. Berlusconi, anche se quel tappeto lo stasbattendo di brutto, deve fare ancora i conti con i tanti acari che ciristagnano. E Grillo, lì sotto, raccoglie di tutto. Anche il mio voto.